Un giorno in giuria

La dura giornata del giurato (o della giurata), ve lo giuro, comincia davvero presto! La colazione, la prima, è alle 8 insieme ad altri giurati e alle splendide organizzatrici dell'evento.
Quale evento? Il contest “Il surrealismo di Dalì”, organizzato e ideato da Cake Design Lab – Bello è Buono, in programma alla fiera Agro.ge.Pa.Ciok di Lecce.
Alle 9:15 siamo già in fiera in attesa delle coppie pasticceri/cake designer che devono sfidarsi a colpi di torte decorate. Poi c'è la seconda colazione: dove ci sono pasticceri, ci sono dolci e qualcuno ci vizia con dei bomboloni alla crema.
Alle 9:30 comincia la competizione e le 3 postazioni delle 3 coppie in gara cominciano ad animarsi. Quella di Giorgia Pronat e Marco Tateo, così come quella di Michela Di Bari e Dario Cercio, a ncora quella di Antonella Biasco e Andrea Ferraro. I giurati si presentano, chiacchierano, conoscono i concorrenti, guardano, sbirciano i ragazzi al lavoro, prendono appunti, si confrontano, quando possono danno consigli, si intrattengono con le MonicHE di Cake Design Lab, organizzatrici dell'evento, che insieme a Leonardo Di Carlo, animano la manifestazione e coinvolgono il pubblico. Le torte cominciano a crescere, le farciture prendono vita, la pasta di zucchero viene stesa. Povera pasta di zucchero! Lei, come noi giurati e più di noi giurati, patisce il caldo del posto, i cake designer si disperano ad ogni stesa, ad ogni crepa. Io, che arrivavo da Milano dove nei giorni scorsi ci si chiedeva se fosse il caso di accendere i riscaldamenti in casa, per le prime ore quel caldo me lo godo, poi comincio a comprendere le lamentele degli altri giurati e dei decoratori e mi unisco al coro.
Le ore passano in fretta, la voglia di assaggiare le torte cresce ad ogni sbirciata, il bello di questo concorso è poter "disturbare" i concorrenti, già in fase di preparazione, armati di cucchiaino, così da farci un'idea sulle torte che mangeremo, quelle stesse idee che poi cambiano nel corso della gara. L'emozione dei pasticceri e cake designer è palpabile, la loro concentrazione alta. Non è facile dar vita ad una torta dinanzi ad un pubblico.
Il momento giunge, le torte vengono accomodate su tre tavoli e mostrate al pubblico. Sono belle, più belle delle prime torte presentate per mostrarne solo il progetto. Resto sempre affascinata da una torta di cake design, ma stavolta di più: di più perché quelle torte si ispirano al surrealismo di Dalì e l'arte bizzarra ti fa sempre strabuzzare gli occhi, di più perché so che ci affonderò la forchetta. Lo spirito è proprio questo: dimostrare di essere belle e buone! E si spera che ogni concorrente abbia ben chiaro l'intento di questa gara, si spera che ogni concorrente sia arrivato qui con l'intento di dimostrare che è possibile quando si lavora di gioco di squadra, quando ognuno fa il proprio mestiere, quando si uniscono le forze, quello che è possibile tra pasticcere e cake designer, o decoratore, perché è vero, e dovremo ricordarcelo così come ha fatto Toni Brancatisano, certe parole in italiano esistono e andrebbero usate!
Torniamo alle torte: belle! Ma che abbiano patito il caldo lo si vede e la giuria si confronta anche su questo, tanto da decidere all'unanimità di tener conto dell'aspetto della torta solo al momento della presentazione sui tavoli, al momento effettivo della fine del tempo. Lì, in quel preciso istante, tutte le torte erano esattamente come dovevano essere, come ogni coppia era riuscita ad interpretarla. Allora senza troppo indugiare chiediamo ai concorrenti di affilare i coltelli e cominciare a tagliare. La verità è che siamo curiosi.
Ad ogni fetta che arriva noi affondiamo le nostre forchette. Un boccone, poi un altro, ma senza esagerare, dobbiamo ricordarci che le torte sono 3 e quindi lasciar stare la golosità (ebbene si, qui parlo per me). Qualcuno prende piccoli appunti che serviranno nella discussione generale, qualcuno discute con il giurato di fianco. Arriva la seconda fetta di torta, poi la terza. Piccoli sorsi d'acqua alternano gli assaggi, e ancora qualche appunto e ancora qualche chiacchiera, poi la giuria si ritira per deliberare. Ognuno con la sua scheda di valutazione.
Sarò sincera: è la mia prima giuria, il peso di emettere un giudizio è alto, decide su chi è stato il più bravo non è semplice, ma ci metti competenza, la tua esperienza e la voglia di confrontarsi con l'esperienza degli altri, apprezzi il confronto, ci metti anche un po' del tuo gusto personale certo, e stavolta per gusto intendi proprio le sensazioni che hanno colpito il palato, tiri un sospiro di sollievo quando il tuo giudizio è in accordo con quello degli altri, fai un po' di fatica in più quando non è così, parli di aspetti che non ti avevano mai colpito di una torta e impari tantissimo. Affidi il tuo giudizio, esprimi un voto e continui a chiederti se non sei stata troppo severa, anche quando sei troppo generosa. Si tirano le somme, ed eccoli lì i vincitori. Complimenti a loro, complimenti a tutti. Le foto di rito, la consegna dei premi, le strette di mano, le pacche sulle spalle, parole di consolazione per chi non è arrivato primo, anche se sai che sarà difficile che una gara non susciti polemiche e sai che sarà difficile mettere d'accordo tutti e consolare chi magari avrebbe voluto arrivare primo, a chi non è mai successo? Lì mi sono venute in mente le sconfitte subìte e lì mi è venuto in mente che quando si comincia ad accettare le sconfitte si comincia anche a crescere, a migliorarsi, perché le gare servono a questo. Poi i saluti, uno sguardo all'orologio, riprendi la valigia e torni in aeroporto. Speriamo non ci sia troppo freddo a Milano.
Che bella giornata, che belli incontri e che belle e buone, le torte. Si, l'intento è riuscito. Noi, che conosciamo il cake design e che siamo ghiotte di torte non ne avevamo dubbi. O si?
 
 
(*) Ringrazio i miei compagni di giuria: i pasticceri Massimiliano Baglivo e Luigi Derniolo; Toni Brancatisano, Antonella Leone e Marcella Cipolla, che mettono le mani in pasta molto più di me, e la giornalista Leda Cesari.
(**) Grazie di tutto a Monica Omnis e Monica Pagliardi di Cake Design Lab
(***) Per dovere di cronaca vi dico che a vincere la competizione è stata la coppia di Antonella Biasco e Andrea Ferraro, mentre il nostro premio CakeDesignItalia è andato alla coppia Giorgia Pronat e Marco Tateo, per la loro scultura di zucchero.