Se è su Internet posso farne ciò che voglio

Questa che sto per scrivere è una storia che tratta due argomenti che mi stanno molto a cuore: il concetto di bellezza ed il rispetto per gli altri.

 

Comincia con la pubblicazione di questa fotografia, che mette a confronto due soggetti di zucchero rappresentanti Elsa (il personaggio Disney tanto amato dai bambini): il primo è la scultura di cioccolato realizzata dalla cake artist Shawna McGreevy, il secondo è una torta scolpita non particolarmente riuscita bene.

Assieme alla foto c'era un commento: "The cake that was ordered and the cake that arrived" ("la torta che è stata ordinata e la torta che è arrivata").

Non è la prima volta che capita di leggere una cosa del genere, perché ci sono tantissimi siti web e pagine social che condividono foto di torte riuscite male.

E' un'abitudine che a noi di Cake Design Italia non piace, perché l'esperienza ci ha insegnato che queste foto sono pubblicate raramente da clienti insoddisfatti, mentre la maggior parte delle volte sono soltanto Meme creati ad hoc da chi cerca i suoi 5 minuti di celebrità.
E, soprattutto, sono creati con foto di persone inconsapevoli di essere diventati vittime del pubblico ludibrio.

Ho fatto una ricerca approfondita, e confesso di non essere riuscita a trovare la fonte originale della fotografia di Elsa (probabilmente è stata rimossa a causa di quello che sto per raccontarvi), ma il sito memeguy.com la pubblica già a fine Giugno 2015, appunto mostrando che era diventata virale.

Chiaramente sono stati i commenti e le condivisioni della foto a farla diventare popolare: nel giro di 2 settimane è stata pubblicata su siti web, sui social network ed addirittura mostrata in tv.

E' facile immaginare perché, e cosa si sia potuto dire a proposito: "ma che vergogna", "se non sai fare il tuo lavoro chiudi", "io non l'avrei mai accettata né pagata" e così via.

Il problema però è che è tutta una bufala.

E' una bufala perché chi ha postato la foto non ha mai ricevuto quella torta, né l'ha mai ordinata.

La torta in questione, infatti, (quella bruttina, quella non proprio fatta bene), era stata realizzata per l'associazione di volontariato "Icing Smiles", che l'aveva donata ad una bambina gravemente malata.

Quando la fotografia con le due torte a confronto ha cominciato a circolare, ed a rimbalzare sui giornali, in tv, sui blog e sui social network, la fondatrice dell'Associazione Icing Smiles è intervenuta, dichiarando (la traduzione è mia, se vuoi leggere le sue parole in originale vai a: The Real Story Behind That Viral 'Frozen' Elsa Cake): "Quella torta era stata fatta per noi un anno fa per una bambina della California. Lei è stata felicissima della torta finché non è accaduta questa cosa. Oggi è molto turbata dal fatto che la sua torta sia stata ridicolizzata. Questo l'ha influenzata molto, ed è una bimba molto malata che ora si sente abbattuta, perciò stiamo tornando da lei con un'altra torta per cercare di tirarle su di nuovo il morale".

Ed ecco che, dopo un momento di silenzio imbarazzato, tutti sono corsi ai ripari. I commenti sono diventati "è una torta fatta col cuore quindi è perfetta così", "l'autrice della torta è una donna eccezionale", "i veri professionisti si vedono dai piccoli gesti", e così via.

Ammettiamolo: la torta sicuramente non è bellissima, soprattutto se messa a confronto con ciò che ha fatto la McGreevy.

A sua discolpa, la pasticcera che l'ha realizzata ha raccontato che quando l'ha preparata aveva appena subito un lutto ed aveva fatto tutto in sole due ore, ma che non voleva deludere la bambina a cui l'aveva promessa.

Scrivo ciò che forse molti in realtà pensano ancora oggi: a prescindere da tutto, probabilmente avrebbe dovuto desitere, rinunciare, demandare ad altri il lavoro, soprattutto se emotivamente e fisicamente non era al massimo. Io non so se non ha voluto o non ha potuto. Potrebbe darsi che abbia dato il massimo della sua capacità a prescindere da tutto (ho dato un'occhiata alla sua pagina facebook e non ci sono molte altre torte scolpite tra i suoi lavori).

Ma il punto è un altro.

Il punto è che non è stata la bambina che l'ha ricevuta a "denunciare" il risultato di quella torta.

Secondo Tracy Quisenberry (la fondatrice di Icing Smiles), la bambina era felice del suo regalo e basta. Non ci era rimasta male, non l'ha postata in rete commentando "The cake that was ordered and the cake that arrived"

Era la loro storia e non avevano chiesto la nostra opinione.  

La foto che adesso circola è quella "autorizzata" dall'associazione stessa.

really story elsa cake 

Perché tutto questo trambusto?

Perché la maggior parte di noi crede che se una cosa è su Internet allora può farne ciò che più gli garba. Che se una foto viene messa su Instagram, o su Facebook, automaticamente è messa a disposizione del mondo intero, che può scaricarla, modificarla e crearci attorno la storia che vuole.

Non è proprio così che funziona.
Il problema della proprietà intellettuale e del diritto d'autore in Internet è grosso e complesso, e non ci sono ancora leggi universali che possano tutelarli.

Io sono dell'idea che ogni giorno bisognerebbe adottare il principio universale dell'Etica della Reciprocità, che molti di noi conoscono nella versione "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", ma che ha radici profonde nella storia dell'umanità (leggi su Wikipedia Etica della Reciprocità)

Il simpaticone dello scherzo di Elsa è inciampato in una storia toccante, cha ha avuto quindi una grande eco mediatica, ma le persone "comuni" non sempre riescono a farsi sentire.

Dietro ogni foto ed ogni pensiero che circola in Rete c'è una storia.
A volte è una storia semplice e banale, altre volte no.

Come possiamo sapere a quale ci troviamo di fronte?