Con gli struffoli è Natale

Che Natale sarebbe senza gli struffoli?!

E' vero, la sugar art non c'entra. Niente torte belle e decorate, ma la tradizione è tradizione. O se volete, gli struffoli sono gli struffoli. Così ho storto il naso quanto tornata nella casa materna per queste feste di natale non ne ho trovato traccia. Ho manifestato il mio disappunto! Così oggi, eccola lì, tirata fuori da un cassetto la giusta ricetta strappata chissà a quale libro datato del 1990.

Mia madre ha preparato la fontana con la farina, ha preso le uova e ha cominciato a impastare.

A me che sono solo un'aiutante mi è toccato il compito di grattuggiare le arance. A mio fratello andar a comprare i canditi.

La cucina si è riempita, man mano, di alcuni profumi. Mia madre lavorava la pasta e la tagliava facendo le palline dalle sue giuste dimensioni. L'olio si riscaldava. L'olio era pronto. Le palline friggono. La pasta diventa struffolo non addolcito. Io li adoro già così e lo mangio già così e mia madre urla, come urlava quando io ero piccola e lei praparava gli struffoli.

Poi si lasciano raffredare. Si taglia il cedro, si prendono i canditi e si scioglie il miele, lo si amalgama agli struffoli, li si decora e li si mette in un vassoio.

Da domani mi attaccherò a quel vassoio. Il Natale è passato, dicono. Io adesso ho gli struffoli e che Natale sarebbe senza struffoli?