Imma Bonavoglia

Quando avevo nove anni, mia madre mi regalò un pennello. Un pennello "buono", comprato alla Standa.
Era una persona semplice, ma con un animo sensibile, capace di guardare le cose di ogni giorno con occhi sempre nuovi e di coglierne la poesia.

Ed era creativa, molto creativa. Per lei, come per me, creare non era tanto uno svago, quanto una necessità interiore, un'urgenza.
Poter vedere un pezzo di stoffa, una briciola di pane, un soffio di zucchero uscire dal sogno e trasformarsi in realtà è, infatti, un'emozione impagabile, una magia sempre nuova.
Hanno scritto"Ogni bambino che nasce in qualche misura è un genio, così come ogni genio resta in qualche misura un bambino."
La mia mamma non conosceva Schopenhauer ed io non sono certo un genio, ma la ringrazio per avermi regalato quel pennello....
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